C E D O L I S T A
Le mie collezioni in smantellamento e cessione


- Lei ha intenzione, - proseguì l'altro, con l'atto minaccioso e iracondo di chi coglie un suo inferiore sull'intraprendere una ribalderia, - lei ha intenzione di maritar domani Renzo Tramaglino e Lucia Mondella! - Cioè... - rispose, con voce tremolante, don Abbondio: - cioè. Lor signori son uomini di mondo, e sanno benissimo come vanno queste faccende. Il povero curato non c'entra: fanno i loro pasticci tra loro, e poi... e poi, vengon da noi, come s'anderebbe a un banco a riscotere; e noi... noi siamo i servitori del comune. - Or bene, - gli disse il bravo, all'orecchio, ma in tono solenne di comando, - questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai. - da I PROMESSI SPOSI di Manzoni

Metropolis di Thea Von Harbou (1912)

"[...] L'acqua gorgogliava: "Sai, bellissima Maria, che io sono più veloce dei tuoi piedi? Ti sto sferzando le caviglie lisce. Presto mi aggrapperò ai tuoi fianchi. Nessuno ha mai abbracciato le tue cosce tenere. Ma io lo farò, e prima che tu compia altri mille passi. E io non credo, magnifica Maria, che tu riesca a raggiungere la tua destinazione prima di potermi negare i tuoi seni...

Bellissima Maria, è giunto il giorno del giudizio. I morti da più di mille anni tornano in vita. Sai, io li ho trascinati fuori dalle loro nicchie e ora ti stanno seguendo! Non guardarti intorno, Maria, non guardarti intorno! Perché due sceletri stanno litigando per il possesso del teschio che galleggia alle loro spalle... che vortica e sogghigna. E un terzo scheletro, al quale appartiene veramente quel teschio, sta seguendomi di corsa per raggiungere i due usurpatori. [...] "

La città di Metropolis nel film


Metropolis è una città, un sistema completamente meccanizzato solo apparentemente perfetto e immutabile, in realtà alienante e disperato: gli “dei” da adorare e dai quali dipende la sopravvivenza della città sono le Macchine, alla cui guida e controllo vi è il temutissimo e potentissimo Joh Fredersen. Per garantire la continuità l'uomo in questo mondo è sacrificabile. L'uomo, così debole e delicato.

In questo romanzo è presente la Fede. Non ero più abituata a trovarla nei romanzi. Ma quello che mi hanno stupito di più sono la redenzione e l'amore per la famiglia. E' come se oggi ci vergognassimo di essere dipendenti dai nostri sentimenti e sbandierassimo invece, al loro posto, l'indipendenza.

Negli anni '20 l'autrice scrisse la sceneggiatura per l'omonimo film del 1927 del marito e regista Fritz Lang.



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